A PASSEGGIO CON SETTIMO GRIGOLIN - Progetto di teatro per il territorio
Introduzione
I luoghi che abitiamo sono fatti di un ambiente fisico e di tutte le trasformazioni materiali e immateriali che gli abitanti innescano. E tra il territorio e l’azione dell’uomo su di esso, c’è sempre di mezzo uno sguardo, un’intenzione. Ed è sulla consapevolezza di tale sguardo e dell’enorme potere che ha nel progettare i luoghi dell’abitare, che il nostro progetto vuole lavorare: attraverso il teatro dare delle chiavi di lettura degli ambienti che frequentiamo abitualmente e di come li viviamo. Il teatro ci può permettere di veder rappresentato ciò che ormai è consueto e non notiamo forse nemmeno più. Ci permette di averlo nuovamente davanti agli occhi. Questo può offendere, può commuovere o può far ridere: ma in ogni caso ci permette quella distanza necessaria che può farci riflettere. Riflettere su noi stessi e sul nostro modo di abitare i luoghi.
La cornice del progetto
Il progetto Settimo è inserito in un percorso che vuole analizzare come il teatro possa lavorare su e con il territorio, ma soprattutto per il territorio. Tale percorso è della compagnia teatrale Manonuda Teatro, che da anni lavora nel territorio veneto, e che si nutre delle realtà locali appoggiandosi a reti già esistenti. Ma che soprattutto lavora per il territorio, restituendo alle comunità degli spunti di riflessione su se stesse. E’ composta da tre attori con formazioni diverse, ma dei fili comuni che ognuno sviluppa attraverso la propria tecnica teatrale e poetica. Uno di questi è Mirco Trevisan, un attore veneto, mosso dalla necessità di rappresentare i suoi luoghi e le genti che vi abitano. Mirco è affiancato nel lavoro da un’altra componente di Manonuda Teatro, Evarossella Biolo, attrice e dottoranda, che si sta sperimentando nell'ambito della ricerca teatrale a servizio del territorio. Queste le due figure professionali che hanno dato vita a Settimo, un pezzo di 20 minuti che vuole diventare spettacolo, percorrendo la strada da cui è nato: ricerca con e sul territorio e per il territorio stesso, attraverso la potenza comunicativa del teatro. Il progetto
Cos’è Settimo Grigolin: uno spettacolo non fine a se stesso ma da utilizzare come stimolo per innescare una riflessione sul territorio in un laboratorio teatrale. Questo spettacolo altro non è che il frammento di vita quotidiana di un vecchio veneto che tra i ricordi e il bisogno di agire racconta la sua storia attraverso i gesti concreti di un quotidiano che si ripete da non si sa più quanti anni. (vedi scheda SETTIMO GRIGOLIN)
Breve descrizione del progetto:
Prima fase: il laboratorio.
Si partirà da Settimo Grigolin per creare un immaginario comune ai partecipanti al laboratorio. Verranno poi proposti dei giochi legati a tematiche che emergono dallo spettacolo stesso. In questi giochi verrà sempre tenuto presente il punto di vista di ogni partecipante contemporaneamente a quello collettivo del gruppo, per partire così da un immaginario collettivo (la storia di settimo grigolin) ed arrivare ad un altro che accomuna tutti i partecipanti, cioè il territorio in cui vivono.
Seconda fase: l’apertura dei lavori alla cittadinanza
L'ultimo giorno del laboratorio verrà riproposto Settimo Grigolin e, a seguire, la presentazione del lavoro svolto e delle storie che ne sono emerse.
Assume quindi un significato profondo la partecipazione a questo progetto del Comune, inteso come soggetto responsabile dell'attivazione di processi per la coscientizzazione dei cittadini sulle tematiche che proponiamo. Ed è infatti ai Comuni che chiediamo di metterci in contatto con realtà associative, o di rete, già attive sul territorio comunale. Aprendo un dialogo con queste realtà vogliamo arrivare al cittadino attraverso soggetti che già godono della sua fiducia, hanno una relazione diretta con lui e sono quindi in grado di coinvolgerlo in maniera efficace.
Il laboratorio
1.Obiettivi:
- educare all’osservazione
- utilizzare il teatro non come fine ma come mezzo per innescare dei processi di coscientizzazione.
- Giocare
- Imparare a lavorare in gruppo
- Mettere in comune il vissuto del gruppo, con la comunità stessa
2.Metodologia
- Giochi di fiducia per la formazione del gruppo.
- Visione dello spettacolo. Il laboratorio partirà dalla visione dello spettacolo di 20 minuti “Settimo Grigolin”.
- Improvvisazioni di gruppo e individuali su l’immaginario stimolato dallo spettacolo.
- Uscite: i partecipanti al laboratorio saranno stimolati all’osservazione del proprio territorio, per ricavarne materiale che nutra le improvvisazioni.
- Tutto il lavoro sarà intervallato da momenti di riflessione sulle improvvisazioni e sui vissuti.
3.Modalità e tempi
- Il laboratorio si svolgerà nell'arco di tre giorni per la durata complessiva di 6 ore (2 ore a incontro).
- A conclusione dei tre giorni ci sarà un momento pubblico in cui il lavoro verrà aperto alla comunità: verrà presentato Settimo Grigolin e alcune delle improvvisazioni dei partecipanti al laboratorio.
- Il numero ideale di partecipanti è di 15 persone senza limiti di età, sesso, razza e religione.
- Il periodo da noi proposto per lo svolgimento del laboratorio è dal 7 gennaio al 15 febbraio.
4.A chi è rivolto
Per poter arricchire i momenti di condivisione che caratterizzano il laboratorio è importante aprirlo a partecipanti diversi per età e interessi sociali, così da rispecchiare le diversità che caratterizzano il territorio.
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